Mitigare la presenza di specie aliene alle Tremiti. 1° anno del Parco Gargano con "LIFE Natura"

Si è concluso il primo anno di interventi per l’eradicazione dell’ailanto nell’ambito di Life Diomedee, la progettualità candidata dall’Ente parco e ammessa al finanziamento del programma LIFE Natura (Commissione Ambiente dell’UE)

L’Ente parco nazionale del Gargano è capofila di Life Diomedee un progetto a sostegno della salvaguardia di specie e habitat, finanziato dal programma LIFE Natura dell’Unione Europea.

Nel 2019 l’Ente parco dopo la strutturazione di una propria proposta presentò con esito positivo la candidatura utile all’aggiudicazione del bando europeo per questo importante progetto - che ha un budget complessivo di 1 milione e 400mila euro – e che mira alla salvaguardia degli habitat e all’eradicazione delle specie aliene.

La maggior parte delle azioni di progetto sono state portate a termine con esiti estremamente positivi, riscontrati dai diversi report di tutti i livelli di controllo della Commissione Europea.

Nel mese di ottobre si è concluso il primo anno di interventi di taglio delle piante di ailanto (Ailanthus altissima) presenti sulle isole di San Domino e San Nicola nell’arcipelago delle Tremiti il cui territorio rientra completamente nell’area del parco.

L’intervento si pone l’obiettivo di eradicare questa specie vegetale alloctona, di provenienza del sud-est asiatico e fortemente infestante in tutti gli ambienti mediterranei.

Dopo l’eradicazione del ratto, in corso di completamento sempre nell’ambito dello stesso progetto Life Diomedee, questo intervento è di grande importanza perché va a contrastare questa specie invasiva che costituisce un grave problema per la biodiversità dell’arcipelago. Infatti, a partire da singole piante localizzate all’interno dei giardini o in vicinanza delle abitazioni, l’ailanto ha presto colonizzato ampie superfici e iniziato ad entrare anche all’interno delle pinete nelle zone più naturali dell’isola.

Nel complesso le aree con presenza di ailanto assommano a circa 6 ettari a San Domino e circa mezzo ettaro a San Nicola.

“Gli interventi di eradicazione svolti nell’ambito di questo progetto sono volti a mitigare il più possibile la presenza di specie aliene, considerando che queste modificano gli ambienti danneggiando la biodiversità autoctona e rappresentano una minaccia per l’ambiente dei territori. Esprimiamo grande soddisfazione per i risultati del progetto - riscontrati peraltro in maniera estremamente positiva da parte della Commissione Europea – che ci ha consentito di mappare il fenomeno e ci ha fornito un modello per declinare la programmazione delle azioni di contrasto alle specie aliene in altre zone dell’area protetta”, ha dichiarato il Presidente Pazienza.

L’ailanto è una pianta che ha la proprietà di ricacciare fortemente da polloni radicali e moltiplicarsi in modo estremamente potente a partire anche soltanto da un singolo esemplare.

Nei popolamenti giovani si è fatto ricorso, dopo lo sfalcio, all’utilizzo di teli pacciamanti che una volta fissati a terra permetteranno di contenere la ricrescita degli esemplari nella prossima primavera-estate. Alla fine dell’estate 2024 verranno poi rimossi.

Nel mentre e per tutto il prossimo anno saranno effettuati nuovi interventi di controllo delle eventuali ricrescite e messe a dimora alcune nuove piante appartenenti a specie autoctone e tipiche dell’arcipelago all’interno delle proprietà private che ne hanno fatto richiesta, in sostituzione degli esemplari di ailanto rimossi.

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Redazione

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