A Monte Sant'Angelo va in scena "Hai perduto il cielo, Faust"  di Maria Francesca Notarangelo

Scena della rappresentazione "Hai perduto il cielo, Faust" Il 10 agosto, alle ore 20.30, a Monte Sant'Angelo (Fg), il Centro Diurno "Genoveffa De Troia" in collaborazione con la compagnia teatrale "GLooPS" di Parma, nel chiostro delle "Clarisse", presentano lo spettacolo teatrale liberamente tratto dall'opera "La tragica storia del dottor Faust" di C. Marlowe. “Hai perduto il cielo, Faust” è una rappresentazione in chiave moderna e onirica di un grande mito, curata dall'attenta regia di Gabriella Carrozza, attrice e formatrice, con l'aiuto di Michele Notarangelo, responsabile del laboratorio teatrale "Ridere insieme..." dell'Associazione "Genoveffa De Troia". Ispirato agli scritti di C. Marlowe e J. W.Goethe, racconta il vissuto di Faust, medico e mago del 1500, sapiente studioso di filosofia e teologia che, per ottenere più conoscenza, potere e giovinezza, vende la propria anima a Mefistofele. Vivere è un tormento per Faust, non può accontentarsi di vivere la propria realtà, ha “bisogno” di andare oltre i confini della conoscenza e della scienza, tanto da essere disposto a vendere la sua anima al diavolo.

Chi è Faust? I viandanti del prologo ci ricordano che altri ce ne sono come lui, altri che non vogliono essere salvati e che non mostrano pentimento alcuno. Solo con Mefistofele i Faust potranno esaudire i propri desideri ed essere finalmente sè stessi.

E chi è Mefistofele, se non l' incarnazione dell’inconscio?

Chi è Faust, se non il simbolo della crisi dell’Io dell’uomo contemporaneo nel suo rapporto con la realtà?

"Nel nostro studio, -dichiarano gli attori- abbiamo indagato su questo,cercando un confronto con la società moderna. Abbiamo analizzato il nostro tempo, fino ad intravedere alcune figure del ‘900 con deliri di onnipotenza molto simili a quelli di Faust". Per l’intera durata dello spettacolo la linea che separa realtà e finzione è labile e, come in un percorso onirico, le due dimensioni si confondono facilmente. A fare da sfondo, la presenza della “morte” che, nelle sue infinite forme, si fa beffa dell’essere umano.

Nel monologo, Faust confessa che il sapere dei libri lo lascia insoddisfatto e solo la magia può aprirgli nuovi percorsi esistenziali. Un suo buon motivo per stringere un patto con il diavolo e ricevere 24 anni di vita dedita ai piaceri in cambio della sua anima. Una ragione psichica irraggiungibile che solo pochi eletti riescono a cogliere. In questo spettacolo, ognuno, pubblico e protagonisti, può conoscere i propri sentimenti, collegando le emozioni intrapersonali a quelle interpersonali, che consentono di conoscere la miseria dei legami tra persone. Che si tratti di sogno lucido o ipnotico, la parentela dello psicodramma con lo spettacolo teatrale è evidente e riporta alla nota risposta del giovane Moreno a Freud, quando gli chiese: "Cosa fai con lo psicodramma?" E lui rispose: "Comincio da dove Lei finisce, Professore. Lei insegna alla gente a capire i suoi sogni, io cerco di dare alle persone il coraggio di sognare ancora". E tu, spettatore, da che parte stai?

La rappresentazione teatrale è stata patrocinata dal comune di Monte Sant'Angelo, dal Parco Nazionale del Gargano, dal Centro di Salute Mentale di Manfredonia e condivisa, per il valore culturale, dai loro rappresentanti istituzionali e dirigenti amministrativi.

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