Sfiducia al Sindaco Rotice. L'on. Giandiego Gatta: «Sono qui a chiedere scusa alla mia amata Manfredonia»

Frizioni e attriti erano da tempo presenti tra i due, un tempo politicamente molto legati. L’ormai ex Sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, sfiduciato da ben 14 Consiglieri comunali, tra maggioranza e minoranza, fu espressione apicale e fortemente voluta dall’On. Giandiego Gatta, al tempo delle amministrative sipontine del 2021 Consigliere regionale di Forza Italia.

Un’espressione, come detto, man mano che amministrava, si allontanava da quelle che erano le prerogative politiche che hanno spinto Gatta a far diventare Gianni Rotice Sindaco del golfo sipontino.

Oggi, alla luce di quanto accaduto, ma soprattutto delle motivazioni che hanno spinto finanche quattro Consiglieri di maggioranza, più uno resosi indipendente, Giandiego Gatta, già consapevole, ha scritto una Lettera Aperta di scuse a tutti i cittadini di Manfredonia. Gesto nobile, responsabile, dovuto verso chi gli ha dato fiducia, quella tradita dalla sua espressione apicale in una città che usciva da un commissariamento per infiltrazioni mafiose, che credeva nella rinascita e soprattutto nel cambiamento politico amministrativo.

On. Giandiego Gatta: «Doveroso spiegarvi»

«Fa male ammettere di avere sbagliato, fa male soprattutto quando l’errore ha come vittima la Città che follemente amo, quella in cui sono nato, vivo, e desidero persino di morire.

Fa male ammettere di essere stato “usato”, di avere ingenuamente confidato nella onestà intellettuale, nella capacità aggregativa e partecipativa di chi con il passar del tempo, invece, si è mostrato indegno del sostegno fornitogli da Forza Italia e dal sottoscritto, grazie al quale ha potuto vincere le elezioni.

Ed allora sono qui a chiedere scusa alla mia amata Manfredonia per avere commesso questo errore, per avere dato il contributo decisivo a far vincere le elezioni da sindaco a chi ha fatto prima della autoreferenzialità, poi della marginalizzazione di qualsiasi voce dissonante all’interno della propria maggioranza, le linee guida del suo agire politico.

Ho sbagliato. Ma c’è sempre tempo per rimediare e per dimostrare a me stesso, ed a tutti voi, anche avversari politici, che non esiste amore senza libertà, anche quella di sfiduciare un sindaco che ho scelto, sostenuto, ed in nome del quale ho raccolto migliaia di consensi, grazie ad una lista, quella di Forza Italia, che si è attestata prima per voti ed eletti alle ultime elezioni comunali. Ragazzi meravigliosi quelli che, dopo due anni di alacre lavoro, hanno ritenuto che non vi fosse più alcuna possibilità di dare l’auspicata svolta a Manfredonia, a causa della mancanza di confronto, di interazione, di partecipazione alle scelte operate dal sindaco, fino all’estrema decisione di dimettersi dal consiglio comunale determinandone lo scioglimento.

Ragazzi leali, Vincenzo Di Staso capogruppo, Giuseppe Basta vicesindaco, Liliana Rinaldi consigliere provinciale, Marco Di Bari vicepresidente del consiglio comunale, Angelica Ciuffreda componente Commissione Affari Generali, rimasti fedeli al mandato ricevuto dagli elettori, che hanno anteposto la Politica e la Città a qualsiasi interesse personale, che con grande dignità hanno scelto di tornare a casa piuttosto che vivacchiare alla giornata, senza sentirsi compartecipi delle scelte importanti per la propria città.

Forza Italia, primo partito a Manfredonia, ha ritenuto fosse doveroso dare un apporto leale e costruttivo alla nuova amministrazione nata alla fine del 2021, ma, nel contempo, si è vista sempre più marginalizzata nelle scelte e nelle politiche dal sindaco, che grazie alla condivisione (negata!) avrebbe invece potuto renderle più forti, credibili ed apprezzabili. La gente ha premiato alle ultime elezioni comunali la nostra lista, conferendoci il mandato di realizzare un nuovo modello di città. Ed è questo il mandato che abbiamo cercato di onorare, tra mille difficoltà, create paradossalmente proprio da chi avrebbe dovuto dar vita ad un governo collegiale, plurale e partecipato. Nessun bisogno di avere strapuntini di potere, nessuna necessità di ottenere altro che non fosse la possibilità di trasformare in meglio Manfredonia e di elevare la qualità della vita dei suoi cittadini.

Sarà questa la bussola del nostro agire futuro, con chi vorrà seguire la stessa rotta verso la Manfredonia del futuro. Da oggi parte una nuova fase, in cui sapremo assumerci responsabilità ed assolvere ai sacrifici che ci saranno richiesti nel nome, solo ed esclusivamente, di Manfredonia».

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