VIDEO. Foggia. Omicidio tabaccaia Franca Marasco. Confessa l’assassino. L’ha uccisa durante la colluttazione, per 75 euro

Questa notte l’arresto a Napoli con la presunzione dei fatti. In nottata tradotto a Foggia nella caserma provinciale dei Carabinieri, cui sono affidate le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia. Il presunto assassino della sig.ra Franca Marasco, 72enne, uccisa a coltellate nel suo "Sali e Tabacchi" in via Marchese de Rosa, presumibilmente per una rapina, nella tarda mattinata del 28 agosto scorso, durante l’interrogatorio ha ammesso il reato.

È lui, Mosslli Redouane, 43enne di nazionalità marocchina ad aver assassinato la tabaccaia. Il movente, secndo quanto affermato dal reo confesso, sono i soldi. 75 euro strappati all’anziana donna dopo che si era opposta. E mentre lo faceva, prima è stata ferita, poi uccisa, con due fendenti all’addome e due al collo. Mosslli Redouane è accusato di omicidio, rapina aggravata e porto illegale di armi.

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Il reo confesso, assistito dal legale l’avv. Nicola Totaro, avrebbe affermato che voleva solo rapinare la tabaccaia perché in difficoltà economiche e sapendo che aveva riaperto, si è recato, come altre volte nel “Sali e Tabacchi” di via Marchese de Rosa. Non voleva ucciderla ma l’anziana donna avrebbe reagito e Redouane l’ha colpita a morte.

«Armato di coltello è entrato nella tabaccheria, puntando il coltello alla gola della vittima, ferendola una prima volta perché la donna si sarebbe mossa», quanto riferito dal legale agli investigatori.

Mosslli Redouane, da quanto confermato dagli inquirenti, si trovava a Foggia ma lavorava nei campi come bracciante nelle campagne di Torremaggiore, dove dormiva, ed era in difficoltà economiche.

75 euro e una vita spezzata barbaramente, tra l’altro di una persona che non si arrendeva finanche dinanzi a precedenti episodi di intimidazioni.

Importante son state le immagini video degli impianti di videosorveglianza, circa 50 ore di filmati visti e rivisti, che hanno potuto far ricostruire il tragitto della fuga del marocchino. Rapina e omicidio in via Marchese de Rosa al civico 100, poi la fuga verso il lato opposto del senso di marcia stradale, ovvero verso i giardini di Maria Grazia Barone, per giungere al bivio tra via Marchese de Rosa, via Matteotti e via Mazzini. Qui si sarebbe recato su via Massaua e poi piazza Ugo Foscolo, per imboccare via Maria Grazia Barone e poi via Mameli dove si è cambiato d'abiti e sparire. Il particolare che ha incuriosito, meglio insospettito, gli inquirenti è che aveva in mano un cellullare, uno dei due sottrattoi alla vittima, che dapprima si pensava potesse essere il presunto movente dell’omicidio per i suoi contenuti, poi hanno accertato che durante la fuga se n’è disfatto consegnandolo a un passante. Nei giorni seguenti l’assassino sarebbe rimasto nascosto a Foggia per poi recarsi a Napoli dove stava pianificando la fuga ma è stato intercettato e arrestato nell'area della stazione ferroviaria.

«Sin dal momento del fermo in Napoli, il signor Moslli Redouane si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, avendo capito di aver sbagliato; stamane ha reso dichiarazioni durante l’interrogatorio, ha fornito tutti gli elementi al PM, entrando nei particolari; ha prestato il consenso agli accertamenti ed al prelievo del proprio DNA», ha dichiaro l’avv. Totaro, che ha proseguito: «Si è trattato di una rapina finita in malo modo, poiché non ha saputo gestire la situazione e non aveva alcuna volontà di uccidere la vittima».

Intanto si attende l’esame autoptico della sig.ra Franca Marasco, come disposto dalla Procura e nei prossimi giorni si svolgerà l’udienza di convalida, dove le dichiarazioni fornite durante l’interrogatorio saranno oggetto di riscontro degli investigatori per completare il quadro giudiziario. Un quadro ancora da ultimare, per ovvi interrogativi sul movente, sul perchè era a Foggia, sul percorso della fuga e le modalità attuate durante essa.

In mattinata è intervenuto il capo della Procura di Foggia, il dott. Ludovico Vaccaro, che si ritiene soddisfatto per l’indagine ma amareggiato per l’accaduto. All’Ansa ha anche posto in evidenza che Foggia ha «un sistema di videocamere pubbliche assolutamente insufficiente e non integrato da un sistema privato. Sotto questo profilo la nostra città è insicura e questo agevola il crimine e allo stesso tempo ostacola le indagini. Determina insicurezza e paura nei cittadini e li induce a non collaborare. Occorre assolutamente porre rimedio a questa situazione».

FOCUS:

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