Di Nico Baratta

Osservandolo da vicino, lì in terra, pare che “Il Viaggiatore” sia deluso, malinconico. E con l’umidità notturna pare che pianga.

È a terra, da ieri sera, 05 febbraio 2020, spezzato in due, forse dal fortissimo vento che in questi giorni sta mettendo a soqquadro Foggia, forse per mano di balordi criminali dell'inciviltà urbana, incuranti, o forse ignari, delle videocamere di sorveglianza, sempre che funzionino, che sveleranno chi ha provocato il danno. 

Non è la prima volta che la statua de “Il Viaggiatore” è sfregiata, presa di mira da chi crede possa far tutto. È stata graffiata, bucata, sfondata, sfigurata, riparata, ma è sempre ritornata con la sua valigia in mano.

Questa volta, però, il dubbio prevale sull'atto giacché il vento potrebbe averlo colpito. Un dubbio che ben presto sarà svelato. Un dubbio che ne pone un altro, quello del taglio, ben reciso. E il vento non recide di netto. Un dubbio che pone una domanda sulla fragilità della statua dal forte significato, e che dovrebbe avere una sola risposta: restaurarla con materiali più resistenti. 

Oggi “Il Viaggiatore” è lì arrabbiato. E solo la buona Foggia lo potrà, speriamo, farlo ritornare a sorridere. La città ha il dovere di rendergli giustizia per il suo fine, oltre per ristabilire la legalità, per quel messaggio di augurio verso tutti i nostri conterranei in terre forestiere che, anche obtorto collo, sono emigrate, soprattutto per lavoro, e che vorrebbero ritornare. 

“Ritorno a casa” è il nome della statua, anche se tutti la conosce come "Il Viaggiatore". Realizzata dal maestro di Faeto Leonardo Scarinzi su commissione del Rotary Club Foggia, la statua fu il dono alla città di Foggia, come messaggio di augurio, e perciò simbolo, verso tutti quei foggiani emigrati, un simbolo che saluta chi va e chi viene da quella stazione, un tempo secondo snodo ferroviario d’Italia.

Lui, “Il Viaggiatore”, deve ritornare a essere li, davanti alla stazione ferroviaria, come saluto a chi ritorna, come augurio a chi viaggia, come sprone a rincasare a chi se ne va, soprattutto come simbolo di civiltà.


Ad Maiora!                                                                                         

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Un mezzo incendiato questa notte a Monte S. Angelo, sembra che l’incedio sia stato di origine dolosa. Il mezzo incendiato è un bobcat  utilizzato dalla ditta che sta svolgendo i lavori sulla strada panoramica di Monte S. Angelo. Da notizie acquisite, sembra che i danni siano stati parziali perché alcuni cittadini hanno spento il fuoco. Pronto l’intervento anche dei carabinieri della locale stazione e dei vigili del fuoco.

I carabinieri indagano sull’evento.

 

Lieve scossa di terremoto in provincia di Foggia. Il sisma registrato dall’istituto INGV alle ore 9:10 di questa mattina. Epicento a circa 15 chilometri dal capoluogo dauno. Magnitudo 2,2 ad una profondità di 8,7 km.

 

Un dirigente sospeso dal servizio.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, dalle prime ore di questa mattina, stanno dando esecuzione ad una ordinanza cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P presso il Tribunale di Foggia nei confronti di 8 dipendenti dell’ospedale di San Severo, nonché della sospensione dal servizio nei confronti di un altro dipendente della struttura sanitaria in ordine all’ipotesi di truffa a danno di un ente pubblico quantificata in oltre 80 mila euro.

Le Fiamme Gialle di San Severo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, attraverso l’esame dei filmati acquisiti delle telecamere nascoste nei pressi dell’apparecchiatura marcatempo del presidio ospedaliero, l’esecuzione di numerose attività di carattere tecnico e l’esame della numerosa documentazione acquisita nel corso dell’indagine, hanno accertato che numerosi dipendenti attestavano la propria presenza sul luogo di lavoro ma, di fatto, erano impegnati in attività estranee al contesto lavorativo.

Gli indagati, per occultare l’assenza dal posto di lavoro, oltre ad utilizzare la ormai “classica” mancata timbratura del cartellino marcatempo (cd. badge) all’atto dell’allontanamento dal servizio, provvedevano, direttamente o grazie a due colleghi addetti all’inserimento dei dati nel data base delle attività di servizio prestate, complici nella truffa, ad alterare le informazioni contenute nel sistema informatico di registrazione delle presenze.

Un altro dipendente, invece, simulando di aver dimenticato il badge a casa, faceva attestare la propria presenza mediante la sottoscrizione di un’attestazione cartacea da parte del proprio dirigente anche quando questi era assente dal servizio.

Dalle indagini è emerso che le false attestazioni di presenza, per un totale di oltre 5.300 ore, venivano effettuate fin dal 2014.

Le attività svolte durante le assenze dal servizio erano le più variegate: si va dall’operatore tecnico che collaborava nella gestione del bar della moglie, ai vari dipendenti che si intrattenevano in lunghe chiacchierate perditempo con amici e parenti in bar cittadini, fino al primario che si allontanava dall’ospedale per interi pomeriggi in giro per la città o facendo rientro alla propria abitazione e che, in alcune occasioni, attestava anche di aver eseguito prestazioni specialistiche ricorrendo ad ore di straordinario al fine di smaltire le c.d. liste d’attesa dei pazienti.

Il caso più emblematico è quello di un operatore tecnico specializzato che dopo aver trascorso intere giornate presso lidi balneari, pur risultando in servizio, non aveva nessun problema a pubblicare foto su social network in cui era visibile in situazioni conviviali in luoghi diversi da quello lavorativo.

Le attività di indagine hanno consentito di raccogliere solidi elementi di prova a carico di 9 indagati (un primario, un dirigente, cinque collaboratori amministrativi, un operatore tecnico ed una commessa), valorizzati dalla locale Procura della Repubblica nelle richieste cautelari accolte dal G.I.P. del Tribunale di Foggia.

 

Un dirigente sospeso dal servizio.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, dalle prime ore di questa mattina, stanno dando esecuzione ad una ordinanza cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P presso il Tribunale di Foggia nei confronti di 8 dipendenti pubblici in servizio presso una locale ASL, nonché della sospensione dal servizio nei confronti di un altro dipendente in ordine all’ipotesi di truffa a danno di un ente pubblico.

Ulteriori dettagli saranno comunicati nel corso della mattinata.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia hanno tratto in arresto uno spacciatore di nazionalità italiana trovato in possesso di marijuana, hashish, cocaina e metadone.

In particolare, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia, nell’ambito di un’attività di intensificazione dei controlli finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, in località “Scalo dei Saraceni”, nel Comune di Manfredonia, hanno sottoposto a controllo un’autovettura con a bordo un pregiudicato quarantaseienne di origini sipontine.

Durante il controllo, i militari operanti, notavano il soggetto intento ad occultare, all’interno della propria bocca, un involucro contenente circa 6 grammi di cocaina.

La successiva perquisizione domiciliare consentiva di rinvenire e sequestrare, abilmente occultati in vari locali dell’abitazione, una confezione contenente 1 Kg. circa di marijuana, 1 gr. di hashish, 14 flaconi di metadone, con etichetta rimossa, detenuti in assenza di prescrizione medica, gr. 10 di sostanza da taglio, n. 2 bilancini e nr. 4 coltelli a serramanico.

Il responsabile, è stato tratto in arresto per traffico di sostanze stupefacenti e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

 

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, durante le ultime festività, ha disposto l’esecuzione di mirati interventi finalizzati a contrastare il fenomeno del lavoro nero ed irregolare nonché la connessa evasione fiscale e contributiva, che hanno consentito di accertare l’impiego di 35 lavoratori in nero e 7 irregolari.

In particolare, in relazione al notevole incremento dei flussi turistici registrati nell’ultima settimana, i Finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno condotto una specifica analisi di rischio, che ha tratto spunto anche da alcune segnalazioni pervenute al numero di pubblica utilità “117”, individuando alcune strutture operanti soprattutto nei settori della ristorazione e dell’intrattenimento, in cui erano presenti un numero di dipendenti notevolmente superiore a quello dichiarato al centro per l’impiego.

Nel corso del primo controllo, effettuato presso una struttura di Manfredonia, sono stati individuati ben 20 lavoratori, tutti impiegati “in nero”.

Nella giornata del primo maggio, “festa dei lavoratori”, invece, è stato eseguito un ulteriore controllo, presso una struttura di Monte Sant’Angelo, al cui esito è emersa la presenza di 15 lavoratori “nero” e 7 impiegati in maniera irregolare su un totale di 38 dipendenti.

Nei confronti delle due aziende, oltre alle sanzioni amministrative previste, è stata richiesta l’emissione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

I due titolari dovranno, inoltre, provvedere alla liquidazione della contribuzione previdenziale ed assicurativa evasa nonché alla regolarizzazione ed alla ricostruzione del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti.

Il sommerso da lavoro è una forma di illegalità assai insidiosa perché, oltre a danneggiare le aziende che operano nella legalità costrette a fronteggiare la concorrenza sleale degli operatori che abbattono illegalmente i costi di gestione legati al personale, vede i lavoratori privati della certezza sulla stabilità del rapporto d’impiego e, nella maggior parte dei casi, dei propri diritti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Nella giornata odierna i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste, dell’Ufficio Locale Marittimo di Rodi Garganico e della Delegazione di Spiaggia di Peschici hanno eseguito controlli in mare, con l’ausilio delle dipendenti Unità Cp880 e A74, e pattugliamento in città al fine di contrastare l’attività illegale riguardante la pesca e la commercializzazione di prodotti ittici. In particolare, durante il controllo in strada nel Comune di Vieste, è stato eseguito un sequestro amministrativo di circa 25 kilogrammi di novellame di alice e sarda (“engraulis encrasicolus” e “sardina philicardus”) comunemente conosciuto come “bianchetto”. Per mare, in località Pugnochiuso, veniva individuato un natante con un soggetto a bordo che, da controllo esperito si riscontrava aver catturato un quantitativo di riccio di mare (“echinoidea”) ammontanti a circa 500 esemplari, nettamente superiore a quanto consentito da normativa vigente in materia di pesca sportiva, con l’ausilio, inoltre, non conforme del sistema di autorespirazione. Si procedeva al sequestro ed ad elevare una sanzione amministrativa di € 5000,00. In località San Menaio e Rodi Garganico (località Santa Barbara) è stata riscontrata la presenza di metri lineari 1000 di reti da posta sprovvisti di marcatura e targhetta identificativa prevista dai regolamenti comunitari per gli attrezzi fissi di pesca; per tale ragione le stesse sono state poste sotto sequestro. Si coglie l’occasione per rammentare che il pescatore sportivo può catturare solo ed esclusivamente in apnea n.50 esemplari al giorno. Per quanto concerne il “bianchetto”, si rammenta che è vietata anche la sola detenzione. 

 

Nei giorni 17 e 18 aprile u.s. il Comando Regionale Puglia ha disposto l’esecuzione di un piano straordinario di interventi, finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno della contraffazione, dell’abusivismo commerciale ed altre correlate forme di illegalità.

Il piano di interventi, che ha interessato l’intero territorio regionale, si colloca nell’ambito della missione Istituzionale del Corpo, finalizzata alla tutela del mercato dei beni e dei servizi, nonché al contrasto di tutte le condotte illecite connesse alla contraffazione, realizzata mediante una costante azione di controllo economico del territorio.

L’operazione ha registrato l’esecuzione di 77 interventi, nel corso dei quali sono stati sequestrati oltre 3,4 milioni di articoli, con la denuncia di nr. 60 soggetti. Dall’inizio dell’anno sono oltre 8,5 milioni i prodotti sequestrati dalle Fiamme Gialle.

L’attività ispettiva ha consentito di evidenziare anche situazioni di particolare rilevanza, come nel caso dell’individuazione, nell’area nord barese, di una società esercente il commercio all’ingrosso di prodotti vari (apparecchiature elettroniche, giocattoli, oggettistica e casalinghi), presso la quale sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e penale oltre 3 milioni di articoli, risultati pericolosi per la salute dei consumatori ovvero privi di qualsivoglia certificazione richiesta dalla normativa vigente.

A conferma del ruolo di centralità del Corpo nello specifico comparto operativo, si evidenzia l’utilizzo del portale S.I.A.C. (“Sistema Informativo Anti Contraffazione”) - Guardia di Finanza - Home Page S.I.A.C. - progetto co-finanziato dalla Commissione Europea ed affidato dal Ministero dell’Interno alla Guardia di Finanza, la cui struttura operativa è stata dislocata proprio alla sede di Bari.

Tale piattaforma tecnologica consente un’attività di analisi e controllo in tema di contrasto e lotta alla contraffazione, realizzata mediante applicativi che assolvono funzioni informative per i consumatori, di collaborazione tra le istituzioni e le aziende, nonché di cooperazione tra gli attori istituzionali.

 

Nella giornata odierna i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste, a seguito di pattugliamenti avvenuti sia per strada che per mare (tramite l’Unità CP880 dipendente da questo Comando), hanno proceduto al sequestro di prodotti ittici derivanti da attività illecita. In particolare, durante il controllo in strada, è stato eseguito un sequestro amministrativo di circa 20 kilogrammi di novellame di alice e sarda (“engraulis encrasicolus” e “sardina philicardus”) comunemente conosciuto come “bianchetto”. Per mare, in località Pugnochiuso, veniva individuato un natante con un soggetto a bordo che, da controllo esperito si riscontrava aver catturato un quantitativo di riccio di mare (“echinoidea”) ammontanti a circa 500 esemplari, nettamente superiore a quanto consentito da normativa vigente in materia di pesca sportiva. Si procedeva al sequestro ed ad elevare una sanzione amministrativa di € 4000,00. Si coglie l’occasione per rammentare che il pescatore sportivo può catturare solo ed esclusivamente in apnea n.50 esemplari al giorno. Per quanto concerne il “bianchetto”, si rammenta che è vietata anche la sola detenzione.

 

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