Di Nico Baratta

Osservandolo da vicino, lì in terra, pare che “Il Viaggiatore” sia deluso, malinconico. E con l’umidità notturna pare che pianga.

È a terra, da ieri sera, 05 febbraio 2020, spezzato in due, forse dal fortissimo vento che in questi giorni sta mettendo a soqquadro Foggia, forse per mano di balordi criminali dell'inciviltà urbana, incuranti, o forse ignari, delle videocamere di sorveglianza, sempre che funzionino, che sveleranno chi ha provocato il danno. 

Non è la prima volta che la statua de “Il Viaggiatore” è sfregiata, presa di mira da chi crede possa far tutto. È stata graffiata, bucata, sfondata, sfigurata, riparata, ma è sempre ritornata con la sua valigia in mano.

Questa volta, però, il dubbio prevale sull'atto giacché il vento potrebbe averlo colpito. Un dubbio che ben presto sarà svelato. Un dubbio che ne pone un altro, quello del taglio, ben reciso. E il vento non recide di netto. Un dubbio che pone una domanda sulla fragilità della statua dal forte significato, e che dovrebbe avere una sola risposta: restaurarla con materiali più resistenti. 

Oggi “Il Viaggiatore” è lì arrabbiato. E solo la buona Foggia lo potrà, speriamo, farlo ritornare a sorridere. La città ha il dovere di rendergli giustizia per il suo fine, oltre per ristabilire la legalità, per quel messaggio di augurio verso tutti i nostri conterranei in terre forestiere che, anche obtorto collo, sono emigrate, soprattutto per lavoro, e che vorrebbero ritornare. 

“Ritorno a casa” è il nome della statua, anche se tutti la conosce come "Il Viaggiatore". Realizzata dal maestro di Faeto Leonardo Scarinzi su commissione del Rotary Club Foggia, la statua fu il dono alla città di Foggia, come messaggio di augurio, e perciò simbolo, verso tutti quei foggiani emigrati, un simbolo che saluta chi va e chi viene da quella stazione, un tempo secondo snodo ferroviario d’Italia.

Lui, “Il Viaggiatore”, deve ritornare a essere li, davanti alla stazione ferroviaria, come saluto a chi ritorna, come augurio a chi viaggia, come sprone a rincasare a chi se ne va, soprattutto come simbolo di civiltà.


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“Cammini 2020” è il tema della 7^ edizione di “Libando, viaggiare mangiando”, la manifestazione in programma a Foggia dal 24 al 26 aprile 2020, che sarà presentata in anteprima alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano lunedì 10 febbraio alle ore 14.30 nello Stand di PugliaPromozione – Regione Puglia (ubicato nel Padiglione 3, stand C55 C59 G54 G58, quartiere espositivo di Fieramilanocity).

Promosso dal Comune di Foggia – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione Di terra di mare, l’impresa creativa Red Hot, Asernet, Streetfood Italia e con il patrocinio di Regione Puglia, Puglia Promozione, Distretto Produttivo Puglia Creativa, Symbola, Federturismo Confindustria, Federeventi e Confcommercio Foggia, “Libando” è diventato negli anni un contenitore culturale, capace di raccontare enogastronomia, turismo e cultura.

Dopo aver percorso tanta strada e aver approfondito diversi temi – come Cibo e Riciclo, Cucina Madre, Grani di Puglia, Urban Food, Mediterraneo in strada – “Libando, viaggiare mangiando” punta i riflettori sui cammini, che esplorerà a tutto tondo. Da quelli religiosi a quelli sportivi, attraversando le diverse sfaccettature compresa la transumanza, riconosciuta patrimonio culturale dell’Unesco.

Il tema dei cammini percorrerà tutti gli ambiti di Libando: dalla cucina all’arte, dai laboratori allo street food, dai banchetti letterari al teatro e tanto altro.

A raccontare l’evento alla Bit saranno: l’assessore Regionale Industria turistica e culturale Loredana  Capone, il Sindaco di Foggia Franco Landella, l’assessore alla Cultura del Comune di Foggia Anna Paola Giuliani, il dirigente Servizio Cultura e Turismo del Comune di Foggia Carlo Dicesare, il presidente di Streetfood Italia Massimiliano Ricciarini, le ideatrici dell’evento Ester Fracasso e Maria Pia Liguori, Andrea e Valentina Pietrocola, blogger de La Cucina del Fuorisede, che da diverse edizioni si occupano dei social media dell’evento.

«Negli anni Libando ha rappresentato una formula innovativa e riuscita. È stato uno degli eventi che ha maggiormente costruito interesse ed attrazione, su cui l’Amministrazione comunale ha scommesso con audacia e visione strategica. La cornice della Borsa Internazionale del Turismo di Milano come luogo in cui presentare la settima edizione dell’evento conferma la bontà di un format attraverso il quale abbiamo trasformato il cibo in storia, cultura, socializzazione, rivitalizzazione e valorizzazione di spazi urbani. L’enogastronomia è diventata strumento per costruire turismo ed interesse per Foggia, ma anche veicolo attraverso cui raccontare le nostre radici ed il nostro futuro. Il tema della nuova edizione rimette al centro questo obiettivo, lo affina e gli restituisce rinnovato vigore, con la certezza di celebrare nell’aprile prossimo un nuovo straordinario successo», afferma il Sindaco di Foggia Franco Landella.

«Libando è stata una delle più importanti sfide culturali che il Comune di Foggia ha intrapreso e vinto. Il percorso seguito in questi anni ha saputo parlare e affrontare i cambiamenti sociali e culturali della società con uno sguardo attento ed efficace. I numeri dei partecipanti hanno elevato questo evento a vero e proprio brand di caratura regionale e nazionale, come dimostra la presentazione della sua settima edizione in una location così autorevole. Siamo convinti di esserci incamminati su una strada fino a qualche anno fa poco battuta, di essere stati in qualche modo dei visionari per ciò che abbiamo immaginato e realizzato, con una passione che non è mai venuta meno e che nella prossima edizione di Libando sarà riproposta con ancora più convinzione», dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Foggia Anna Paola Giuliani.

«Anche quest’anno Libando sarà un contenitore ampio, multisettoriale, capace di mescolare arte e spettacolo, spunti culturali e identità. Una formula in cui abbiamo sempre creduto fortemente e che è diventata una sorta di ‘filo rosso’ dell’evento. Musica, cucina, storia sono gli ingredienti di una manifestazione che riversa ormai nelle strade di Foggia centinaia di migliaia di persone, in una festa meravigliosa e colorata, ma anche seria sul piano dei contenuti e dei messaggi. Sarà così anche per l’edizione di aprile, alla quale abbiamo lavorato con scrupolo, orgogliosi e fieri di aver realizzato un’offerta unica nel suo genere e a cui in molti guardano con crescente interesse ed ammirazione» sostiene il dirigente del Comune di Foggia Carlo Dicesare.

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Domenica 12 gennaio avranno luogo le primarie per la scelta del candidato Presidente della coalizione di centrosinistra per le Regionali 2020.

I candidati

  • Michele EMILIANO - Presiedente Regione Puglia
  • Elena GENTILE - ex parlamentare europeo
  • Fabiano AMATI - consigliere Regionale
  • Leonardo PALMISANO - Sociologo

Possono esprimere il proprio voto nelle Primarie tutte le cittadine e i cittadini italiani, dell’Unione Europea o di altri paesi extra europei (purché in possesso di permesso di soggiorno) residenti nei comuni pugliesi, che abbiano compiuto sedici anni entro il 31 dicembre 2019. Per esercitare il diritto di voto dovranno esibire un valido documento d’identità e, se possessori, la tessera elettorale.

Il diritto di voto potrà essere esercitato esclusivamente nel seggio di pertinenza, individuato alla luce della residenza attestata sul documento d’identità.

Potranno inoltre partecipare al voto gli studenti fuorisede iscritti nelle Università pugliesi e gli studenti pugliesi che studiano fuori Puglia. Costoro dovranno esibire un documento che attesti l’iscrizione all’Università.

Gli studenti fuorisede, i migranti e i sedicenni devono registrarsi entro 3 giorni prima del voto attraverso il sito web www.primariepuglia2020.it

A Monte Sant’Angelo il seggio sarà aperto dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e sarà allestito nella sede PD sito in  C.so Vittorio Emanuele, 137.

Chi porta nel cuore questa sanguinante incurabile ferita, è unito dagli stessi sentimenti, dalle stesse emozioni, da ricordi che ti lacerano il pensiero, da quella sordida e latente rabbia dell’evitabile errore umano che non ha giustificazioni.

Vent’anni e sembrano ieri, e Foggia ricorda, e piange, ma vive.

19 secondi della nostra vita che si sono sbriciolati con i nostri cari. Quelle colonne di grigia polvere acre, che ha imbiancato i nostri volti, le nostre labbra paralizzate all’orrendo scenario cui non potevamo far nulla, otturando le narici inumidite dalle lacrime, ritornano in mente come fantasmi intrappolati da quel fragile cemento.

Sembra ieri, appunto, quando alle ore 03 e 12 minuti Foggia è stata ferita indelebilmente, dilaniata per la seconda volta dopo i bombardamenti. Ognuno di noi quell’11 novembre del 1999 ha perso qualcuno, anche qualcosa, soprattutto un parente o un amico o un conoscente. L’ha pianto.

Il ricordo è vivido, lacera il cuore di ogni foggiano straziato per sempre.  L’inferno salì in Terra, portando la morte. Lamenti, urla, sangue, corpi martoriati tra lamiere contorte e fiamme gialle pallide, azzurre, blu e viola, di gas assassini, si mescolavano alle grida di chi a mani nude cercava una vita da salvare e alle continue e assordanti sirene di ambulanze che affollavano viale Pinto e a quelle dei Vigili del Fuoco giunti da ogni dove. Un ricordo che ci induce a visitare quella piazza, che ci porta al cimitero per osservare dove son sepolti i 67 Angeli di Viale Giotto. Bambini, giovani, donne e uomini ricordati da 67 camelie che a novembre fioriscono come anime candide, che rivivono al civico 120.

Vent’anni e le unghie di molti noi sembrano ricordare quelle terribili e interminabili ore, alla ricerca di sopravvissuti, sporche di terra, doloranti e sanguinanti, desiderose di rubare alla morte anche una vita inconsapevole di quell’errore umano.

Guardi la piazza e ricordi le macerie. E la mente ritorna a quel tempo; è inevitabile.

È come un film che ti rimane impresso, dove le scene più cruente sovrastano quelle più dolci, le stesse che ti martellano la testa, che a volte ti fa impazzire perché eri lì e non potevi far più nulla. Ti sforzi di pensare ad altro, ma i volti di chi quel giorno ha marcato le nostre menti, quelli che scavavano con le mani e di chi cercava un sospiro e un lamento, si rincorrono nei ricordi, gli stessi di corpi martirizzati, mutilati, inermi. Non puoi farne a meno.

Poi osservi il grande bronzeo cuore e leggi i nomi dei 67 Angeli, e ti vien in mente un parente, un amico, un conoscente. Le lacrime ti ribagnano quelle narici e quelle labbra vent’anni fa impolverate e paralizzate, che oggi si chiedono «perché?», che gridano ancora giustizia.

Ma bisogna andar avanti. La vita continua. E con essa la memoria, per non dimenticare, perché erano, sono e rimarranno nostri fratelli e nostre sorelle, 67 Angeli, quelli di Viale Giotto.

#VialeGiotto #pernondimenticare #GliAngelidiVialeGiotto

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Nico Baratta

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Il 30 giugno gran finale della gara ‘Dance for Love’ con Marcello Sacchetta

Il 6 luglio ‘Notte bianca dei saldi estivi’.

Domenica 30 giugnosarà Marcello Sacchetta, ballerino e conduttore del daytime di Amici su Real Time,il giudice che decreterà i vincitori della seconda edizione di DANCE FOR LOVEe assegnerà un premio specialeai migliori performer del contest di danza proposto anche quest’anno dal GrandApulia. IlCentro Commercialeper tre settimane ha coinvolto35 scuole di ballo di Foggia eprovincia, che hanno scelto di mettersi in gioco per una giusta causa.

Ogni scuola, infatti, ha scelto di sfidarsi a suon di passi di danza per sostenere le attività di associazioni del territorio che operano nel sociale. La squadra vincitrice della gara permetterà all’associazione scelta di aggiudicarsi un premio di 500 euro. Con DANCE FOR LOVEil GrandApuliadimostra ancora una volta il suo attaccamento al territorio e la volontà di essere riconosciuto come luogo di aggregazione e non solo di shopping.

La fine diDANCE FOR LOVE anticipa di poco i saldi estivi che prenderanno il via il 6 luglio con la ‘Notte bianca”, quando i negozi del GrandApulia resterannoapertidalle 10.00 del mattino fino alla mezzanotte(Area Food aperta fino alle 01.00). Quattordici ore di apertura non stop che permetteranno ai tanti clienti di effettuare, a prezzi assolutamente convenienti, i migliori acquisti negli oltre 100 negozi ospitati dalle gallerie del centro commerciale più grande della Puglia.

 

 

Sabato 22, alle ore 16:00, presso la sala convegni del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio” della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, la Direzione Generale dell’Ente, detta Esecutiva, incontrerà tutti gli assistiti e i loro familiari o caregiver Partecipazione attiva e condivisione. Saranno queste le parole d’ordine alla base del nuovo organismo che parteciperà alle scelte organizzative ed erogative nelle strutture di riabilitazione. La fondazione Centri Padre Pio Onlus segna un altro passo, decisivo, nel percorso di assistenza ad una delicata fascia di utenti. Garantire la qualità dei servizi in ogni fase è una priorità delle strutture di eccellenza dei Frati minori cappuccini. Per questo, sabato 22 giugno, alle ore 16, presso la sala convegni del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo, la Direzione Generale dell’Ente, detta Esecutiva, incontrerà tutti gli assistiti e i loro familiari o caregiver per iniziare un percorso condiviso. “Verranno organizzati momenti di formazione/informazione per utenti e caregiver - spiega Giacomo Forte, direttore area Strategica e comunicazione - Recepiremo, inoltre, suggerimenti per il tempo libero, per l’inclusione sportiva, ma anche lavorativa realizzando corsi di formazione da frequentare durante il periodo di degenza, magari rilasciando anche dei titoli spendibili successivamente (assistenti famigliari, web designer, orafi, disability manager, sarte ecc)”. La normativa italiana, infatti, ha previsto la partecipazione attiva delle Organizzazioni dei cittadini ed associazioni di volontariato (DPR 502/517 1992; DPCM19 maggio 1995, GU del 31.05.1995, n. 125, DL 229/1999) nelle fasi di programmazione e di valutazione dei servizi. Anche secondo la regolamentazione regionale pugliese, il miglioramento della qualità prevede programmi dedicati a raccogliere dati, suggerimenti e idee innovative da realtà esterne e rappresentative del collettivo dell’utenza, quali organismi di rappresentanza e di volontariato. Da queste indicazioni di miglioramento della qualità del servizio e della sicurezza delle cure per utenti, familiari, caregiver, visitatori e operatori, la Fondazione è partita per organizzare un incontro finalizzato a condividere con i principali stakeholder percorsi di miglioramento continuo del servizio erogato, attraverso suggerimenti, proposte e presenza attiva degli stessi durante tutti i processi di cura e riabilitazione. Insieme, si ricercheranno possibili soluzioni e forme di ulteriore loro partecipazione alla mission della Fondazione: associazioni, comitato consultivo misto o altri organismi costituiti allo scopo. Un’esperienza che parte dal Presidio d’eccellenza “Gli Angeli di Padre Pio” per estendersi in tempi brevi a tutte le strutture della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus. L’incontro, per la sua importanza, per la sua delicatezza, a sempre maggior garanzia della particolare e delicata utenza che si rivolge si servizi della Fondazione, vedrà la partecipazione straordinaria del Garante dei Diritti dei Disabili della Regione Puglia, Dott. Giuseppe Tulipani.

 

Domenica 23 giugno p.v. alle ore 10,00 dalle acque antistanti il Marina del Gargano partirà la 3° Regata “Gargano in Rosa” organizzata dallo Yachting Club Marina del Gargano. Gli equipaggi si sfideranno lungo il versante Sud del Promontorio fino a Mattinata e ritorno.  Anche quest’anno i promotori intendono mantenere desta l’opinione pubblica sulle problematiche che ruotano intorno al genere femminile come testimoniato  dal patrocinio e dalla partecipazione diretta di  UISP (Unione Italiana Sport Per Tutti), Rotary International, ANDOS (Associazione nazionale Donne Operate al Seno) e Susan KOMEN Puglia. Queste due ultime associazioni svolgono la meritoria missione di essere vicine alle donne con problematiche oncologiche della mammella,  promuovendo iniziative di sostegno e di ricerca.  Il Gruppo Telesforo, da sempre sensibile a queste tematiche, affianca e sostiene l’iniziativa.

Caratteristica della regata è quella di avere equipaggi a maggioranza femminile. Oltre alla partecipazione di imbarcazioni ed equipaggi locali, graditi ospiti saranno due team femminili, “Welcome On Board International Sealing Team” e “Femmes Fatales Sailing Team”, dalla composizione di equipaggi  provenienti da diverse nazionalità europee , a riprova dell’enorme capacità di coesione dello sport in generale e della vela in particolare. Si gareggerà per vincere… ma la vera vittoria sarà suggellata da una giornata trascorsa all’insegna della sensibilizzazione, informazione e condivisione delle suddette problematiche femminili.

L’edizione 2019, poi, si arricchirà dalla istituzione del trofeo in memoria di “Gerardo Di Miscio”, grande chirurgo – anche senologo- nonché navigatore e  fra i primi diportisti di Manfredonia, messo in palio dal Gruppo Telesforo.

La premiazione dei vincitori e la consegna del Trofeo avverrà alle ore 18 presso la sede dello Yachting Club Marina del Gargano.

 

Consegnato il responso elettorale ed acquisita la vittoria del centrodestra, sento di dover esprimere, a mente più serena, alcune riflessioni sull’esito del voto, ben consapevole che la mia lettura potrà anche non essere condivisa e suscitare critiche, assolutamente legittime, ma di certo non intende promuovere polemiche faziose con chicchessia.

Il mio vuole e deve rimanere quindi un esame non acritico su quel che ho vissuto in questi mesi di campagna elettorale quando ho deciso di spendermi come candidato sindaco del centrosinistra e della parte consistente della società civile in cui mi sono sempre riconosciuto ed in cui continuerò a riconoscermi, sempre.

Dico subito che ho profondo rispetto delle decisioni maggioritarie della nostra comunità, il cui giudizio è per me sovrano. Franco Landella ha vinto ed è giusto che continui ad amministrare la nostra Città, perché questa è stata la volontà della maggioranza degli elettori recatasi alle urne.

Di certo avremo commesso degli errori. Del resto, l’ansia di rappresentare tutte le istanze della collettività ci avrà fatto trascurare alcuni aspetti, anche perché era più importante per noi parlare alla Città e non all’avversario.

Il forte calo della partecipazione, che reputo solo in parte fisiologico, ha inciso in maniera notevole sul risultato finale e deve far riflettere sulle ragioni che hanno indotto un cittadino su due a non esercitare il diritto-dovere del voto; la scelta, cioè, di non partecipare al momento più alto dell’esercizio delle prerogative di democrazia diretta. Ed è qui che riaffora il dubbio, insito in me da lungo tempo, che in noi cittadini alberghi un senso di rassegnazione, assuefazione o forse anche indolenza civica, come se i problemi della nostra Città siano irrisolvibili o che sia indifferente chi si proponga di risolverli.

Questo contesto di disaffezione ha potuto trarre alimento anche da alcune tesi che considero a dir poco azzardate. E cioè che da parte nostra si sia promosso e alimentato un sentimento di odio verso l’avversario, quasi ci fosse in noi una sorta di ricerca velenosa per colpire l'altra parte sul piano personale e non su quello politico. È un assunto davvero inaccettabile, perché una cosa è il confronto, anche duro ed acceso, altra cosa è il tentativo di demonizzare l’avversario, cosa che non abbiamo mai cercato.

Chi mi conosce solo un po’ sa che non ha mai albergato in me questa forma di sentimento deteriore, perché genera cattiveria, astio. Anzi sono proprio queste accuse ed illazioni scriteriate che possono alimentare la cultura dell’odio e chi le fa se ne assume la piena responsabilità.

Mi è capitato di leggere varie analisi sull’esito del voto e sui motivi della sconfitta del centrosinistra, probabilmente in ognuna di queste c’è una piccola verità, ma su una considerazione non sono d’accordo e cioè sulla mancanza da parte nostra di una proposta forte per la Città.

In campagna elettorale ho sempre professato la necessità che la costruzione e l'esistenza di un clima e di un contesto di legalità siano elementi indispensabili per la crescita economica, sociale e culturale di una collettività. Su questo aspetto nodale abbiamo posto l’accento per segnalare quanto fosse necessario, utile alla Città avviare un percorso di netta discontinuità rispetto al passato recente che non manca di vischiose opacità. La nostra proposta poggiava, voglio ribadirlo, su due architravi, due parole chiave per noi: LEGALITÀ  e MORALITÀ. L’una a presidio dell’altra. Abbiamo parlato a voce alta di queste cose, richiamato più volte vicende che anche la stampa più attenta ha talvolta sottovalutato o non osservato con l'attenzione che i fatti richiedevano.

Abbiamo denunciato l’assegnazione, illegittima ed arbitraria, di fondi pubblici destinati a soddisfare i bisogni e le esigenze dei ceti sociali più deboli e soccombenti, dirottati ad associazioni gestite da parenti di amministratori e nelle cui sedi sono stati allestiti comitati elettorali. Abbiamo notizia che nel recente passato sono stati adottati atti analoghi, ma di ciò ci riserviamo di fare i dovuti approfondimenti. Così come la consegna di alloggi privi del requisito di agibilità a persone che li hanno attesi per 5 anni e li hanno ottenuti pochi giorni prima del voto.

Abbiamo raccontato delle promesse di posti di lavoro e di alloggi, fatte a gente bisognosa che reclama il riconoscimento dei propri diritti, sfruttando i loro bisogni, le loro necessità, a volte la loro disperazione. Profondo senso di sgomento ho provato allorquando, confrontandomi con dei giovani neomaggiorenni incontrati per strada, mi hanno accennato al fenomeno della compravendita dei voti.

Abbiamo raccontato, forti del nostro pensiero libero, dei “presìdi” organizzati da oltrepassare per raggiungere alcuni seggi elettorali, animati da personaggi a dir poco ambigui, da cui sono stato anche apostrofato al mio passaggio in auto.

Era questa la proposta forte: condurre una campagna elettorale nel pieno rispetto delle regole, dei principi di moralità e legalità, in assoluta trasparenza, in forte discontinuità con il passato. Perché crediamo che questi siano i presupposti indispensabili ed irrinunciabili per consentire ad una collettività di crescere in modo sano e ad un governo locale di essere scevro da qualsiasi forma di condizionamento e di poter operare nell’esclusivo e supremo interesse della collettività.

E la nostra proposta s’inserisce in un tessuto collettivo complesso, che a Foggia è fatto di incertezze e nuove povertà, condizionato dal crescente peso dell’impresa del crimine e del malaffare, come confermano le tristi cronache giudiziarie ed il grande impegno che sono chiamati a profondere gli operatori della giustizia ad ogni livello.

Ecco, dunque, l’importanza che la scelta del 9 giugno poneva sul tappeto. Una scelta che doveva compiersi sul piano politico e programmatico, come noi ci siamo sforzati di indicare, e che, probabilmente, non è stata recepita nella sua strategicità e, per alcuni versi, nella sua urgente drammaticità. E che rimetto nelle mani del rieletto sindaco, premettendo la piena legittimità della sua elezione, perché non vorrei mai che il perdurare di certi atteggiamenti e condotte possa incrementare il senso di sfiducia dei cittadini nei confronti della politica, intaccare i sogni e le speranze dei giovani e rendere il tessuto cittadino permeabile ad usi e costumi distanti anni luce dalla mia e dalla cultura della stragrande maggioranza dei foggiani.

Per il momento resta la grande soddisfazione delle centinaia e centinaia di attestazioni di stima incondizionata che ho ricevuto e l’orgoglio e la soddisfazione di aver condotto una campagna elettorale con la generosità, la correttezza e l'onestà che da sempre hanno contraddistinto la mia vita di uomo e di professionista e che avrebbero contraddistinto la mia attività di sindaco. E con lo stesso spirito di abnegazione svolgerò il ruolo di consigliere comunale.

Un abbraccio carissimo ed un profondo ringraziamento, di vero cuore, a tutte le persone che hanno creduto in me!

Pippo Cavaliere

 

FOGGIA - Il movimento del pane marcia verso San Marco in Lamis, il piccolo borgo in provincia di Foggia diventa la capitale internazionale del pane buono. Cuochi e fornai in arrivo da ogni angolo del mondo animeranno la terza edizione di Grani futuri, di scena domani 15 giugno e il 16 giugno.

Dibattiti, laboratori del pane a cielo aperto, profumo di farina, impasti e soprattutto odore di pane fragrante appena sfornato invaderanno strade e piazze della città. La manifestazione entrerà nel vivo alle 20 del 15 giugno quando si accenderanno i fuochi delle postazioni allestite in vico Palude. Una cena a cielo aperto ispirata all’undicesimo punto del Manifesto Futurista del Pane, sottoscritto da scienziati, scrittori, artigiani e intellettuali vocati alla ricerca, anche della felicità che passa per la tavola.

La chiusa del Manifesto a cui si ispireranno nella preparazione dei piatti le dieci coppie composte da un cuoco e un fornaio, descrive la buona panificazione come “atto magico”. Fra i protagonisti della serata Carlo Di Cristo, biologo e ricercatore di zoologia presso l’Università degli studi del Sannio, che da tempo si occupa di panificazione e di sperimentazione sulle fermentazioni, Alysha Agarwall panificatrice indiana classe 1981 e Sophia Ohligs, tedesca, responsabile bakery del Forno Collettivo di Milano, composto da un team cosmopolita di sole donne, progetto ispirato ai corner del pane californiani e scandinavi all’insegna di sourdough bread, vino naturale e cucina.

La giornata conclusiva (16 giugno) di Grani futuri si svolgerà invece a Masseria Paglicci (Rignano Garganico), imponente esempio di architettura rurale pugliese dove vive allo stato semibrado una delle ultime mandrie di podoliche. Sull’aia della masseria sarà apparecchiata la cena dedicata al Panenutrice, neologismo che inneggia alla fecondità e alla vita, di cui il pane è simbolo ancestrale. 

Il ricavato della cena sarà devoluto all’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo per la creazione di laboratori del pane destinati ai piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica.

 

L’Associazione Alternativa Arte – organizzazione di volontariato della Regione Puglia – nata a Foggia nel 1994 con il fine di valorizzare e salvaguardare i beni culturali presenti sul nostro territorio, quest’anno celebra 25 anni di attività.

Per l’occasione, il prossimo 19 giugno, ore 1800, nella Sala Mazza del Museo Civico di Foggia, i membri dell’associazione e delle istituzioni invitate presenteranno le attività svolte e inaugureranno la mostra “25 anni di volontariato a sevizio dell’arte”.

Successivamente,  il 5 luglio, ore 19,00, l’evento si sposterà al Museo “Valle del Celone” di Castelluccio Valmaggiore - FG dove, nella suggestiva cornice culturale e paesaggistica del museo e dei Monti Dauni, si festeggerà convivialmente fino a notte fonda.

La mostra sarà visitabile dal 20 giugno al 2 luglio nella Sala Diomede del Museo Civico  (Piazza Nigri, n.1, Foggia) e dal 5 luglio al 30 settembre nel Museo “Valle del Celone” (Via Porta del Pozzo, Castelluccio Valmaggiore - FG), nei consueti orari di apertura al pubblico.

Per una associazione del nostro territorio, senza alcun fine di lucro, mossa solo dalla passione e dall’interesse verso il bene comune, venticinque anni non sono pochi e per questo dobbiamo ringraziare il calore con cui l’intera Società ci ha sempre avvolto.

Il tempo trascorso a servizio della Comunità e del Territorio ci induce a festeggiare questo primo quarto di secolo, mostrando sinteticamente le attività svolte e i momenti salienti del nostro percorso.

L’auspicio è che ciò possa essere di esempio a generazioni di ogni età affinché si sensibilizzino sempre più ai valori del volontariato, alla difesa dell’arte ed alla dedizione verso il prossimo ed il bene comune.

 

 

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